Nel 1961 McDonald’s festeggia l’apertura del suo centesimo ristorante: è nato un impero grazie ai fratelli McDonald e a Ray Kroc, l’uomo che ha portato il fast-food al successo di oggi.

Il segreto? Prezzi bassi e pochi piatti, uguali in ogni parte del mondo. Che si ordini un panino a New York o a Pechino, la composizione e il gusto del panino sono identici. Un fatto che potrà sembrare banale ma che è stato rivoluzionario, e non solo per il mondo della ristorazione veloce. Mentre aspettiamo l’arrivo al cinema di The Founder, il film che dal 12 gennaio racconta come la catena McDonald’s sia arrivata al successo, ti raccontiamo come un hamburger può influenzare l’economia mondiale.

Una rivoluzione

Il modello di McDonald’s è una vera e propria rivoluzione. Con l’apertura di più di 34.000 fast-food in tutto il mondo, la grande catena ha cambiato il nostro modo di vivere. Chi avrebbe immaginato negli anni ’50 di prendere il cibo da una macchina o di ricevere un’ordinazione in 30 secondi e per pochi spiccioli?

Rivoluzionaria è anche l’idea di replicare in maniera identica i prodotti, con un sistema a catena di montaggio introdotto da Ford nell’industria automobilistica e che i McDonald applicarono alla preparazione di panini, patatine e frullati.

the founder il film

Grazie alla standardizzazione degli hamburger della catena, oggi è addirittura possibile misurare la ricchezza di un paese. Come? Confrontando il prezzo di un Big Mac con il tasso di cambio tra due valute.

Quasi per scherzo

Nel 1986 la rivista britannica The Economist introduce quasi per scherzo il cosiddetto “indice Big Mac”, un sistema per misurare il potere di acquisto delle valute basato sul panino più venduto al mondo.

Il Big Mac viene scelto perché è venduto con caratteristiche pressoché identiche nei ristoranti della catena McDonald’s in ben 120 paesi, con prezzi diversi a seconda delle economie dei singoli stati.

Come si calcola l’indice Big Mac? Dividendo il prezzo di un panino in un paese con quello dello stesso panino in un altro paese. La cifra ottenuta va poi confrontata con il tasso di cambio tra le valute delle nazioni prese in esame. Se il dato è più basso, la prima valuta e sottostimata rispetto all’altra. Se al contrario è più alta, la prima valuta è soprastimata.

L’indice Big Mac è utile anche per valutare come cambia l’economia di un paese nel tempo: calcolando l’indice in un arco di dieci anni, possono emergere dati importanti relativi al tasso di inflazione e alla crisi economica.

Probabilmente il creatore del Big Mac non avrebbe mai immaginato che il suo panino sarebbe diventato così importante! Oggi è l’hamburger più venduto al mondo: solo negli Stati Uniti se ne vendono 550 milioni ogni anno. E neanche i fratelli McDonald si sarebbero aspettati il successo del loro marchio, che all’inizio contava solo pochi ristoranti locali. L’uomo a cui si deve l’espansione della catena in tutto il mondo è Ray Kroc, l’imprenditore che conosceremo grazie a The Founder, nelle sale dal 12 gennaio.